Perchè i bei libri sono come una tazza di cioccolata calda,

inebrianti ed avvolgenti ….

sabato 31 maggio 2014

TANTA AZIONE PER DILETTA BRIZZI MA ...

 

TANTA AZIONE PER DILETTA BRIZZI, MA...

La ventitreenne Aurora non sa che la sua curiosità e la passione per l'esoterismo la porteranno a vivere un'avventura destinata a cambiare per sempre la sua vita...

L'eredità del serpenteè un racconto lungo di una giovane autrice toscana, Diletta Brizzi, dotata rispetto a molte sue colleghe, di una marcia in più.
Infatti, leggendo L'eredità del serpente non ci troviamo di fronte all'ennesima brutta copia di Shaodwhunters  o  Twilight, abbiamo invece una trama originale, abbastanza ben scritta, e dal ritmo serratissimo.
Il ritmo sincopato è certamente il punto di forza di questo lavoro, il susseguirsi molto rapido degli eventi crea un'atmosfera di suspense che tiene col fiato sospeso e spinge ad andare avanti per vedere cosa accadrà dopo.
Ironia della sorte, quello che è il maggior pregio del racconto finisce anche col rivelarsi il peggiore difetto; infatti dovendo accorpare tanti avvenimenti in poche pagine non rimane molto spazio per l'introspezione, di conseguenza i personaggi sono poco o per niente approfonditi.
La Brizzi si concentra prevalentemente sulla dimensione attiva del racconto, sulle azioni dei protagonisti, tralasciando di sviluppare la loro interiorità.
Questo si nota soprattutto in Aurora che sembra letteralmente “piovuta dal cielo“, come se prima dell'incontro con Azazel non ci fosse nulla della sua vita meritevole di essere raccontato o anche solo accennato, che possa aiutarci a capire meglio il suo carattere e la sua personalità. 
La location scelta per la storia (la città di Lucca) è molto suggestiva, tuttavia le descrizioni, a volte troppo scarne e terra terra, non riescano a cogliere e sfruttare appieno questa atmosfera.
Nonostante i difetti dovuti alla poca esperienza L'eredità del serpente merita di essere letto, vuoi per la sua originalità, vuoi perché non è facile, soprattutto agli inizi, sviluppare una storia breve, ma comunque ben gestita e coerente. 




Ely

giovedì 8 maggio 2014

AMICIZIA E CORAGGIO NE LA MIA AMICA EBREA


AMICIZIA E CORAGGIO NE LA MIA AMICA EBREA  

Vivere ogni giorno come fosse l'ultimo, non perdere la speranza e soprattutto ricordarsi che è tutta colpa degli ebrei. Sono questi i punti fermi di Josepha, fino a quando qualcuno non le farà cambiare idea...

La mia amica Ebrea, romanzo d'esordio di Rebecca Domino, è la storia di un'amicizia fuori dal comune tra Josepha, ragazzina di razza ariana alle soglie dell'adolescenza nella Germania Nazista del '43, e Rina, sua coetanea ebrea in fuga con la famiglia per evitare i campi di sterminio.
Nonostante si tratti di un'opera prima, e come tale presenti qualche imperfezione, La mia amica ebrea è un libro veramente bello e toccante. 
L'autrice, attraverso uno stile semplice ma non privo di poesia e belle similitudini, riesce a creare un contrasto nettissimo tra la relativa normalità della vita di Josepha (le uscite con le amiche, primi batticuori, i litigi con mamma e papà) e le aberrazioni a cui erano costretti i giudei a causa della persecuzioni razziali.
Sia Josepha che i personaggi di contorno sono ben caratterizzati e coerenti, in modo particolare l'atteggiamento di alcuni di loro, incapaci di pensare a una visione della realtà diversa da quella imposta da Hitler, rappresenta in modo chiaro i risultati devastanti che si possono ottenere con una propaganda martellante e ben gestita.
La mia amica ebrea affronta il tema della trasformazione di una ragazza in donna, ma mette anche chiaramente in evidenza l'importanza che nella nostra vita può avere il coraggio di alzarsi in piedi e dire NO ad alta voce, di essere diversi, specie quando qualcuno più debole sta subendo un torto atroce.
Congratulazioni a Rebecca dunque, e tantissimi auguri per la sua carriera di scrittrice, che con questo lavoro ha dimostrato  pienamente di meritare.



Ely