Perchè i bei libri sono come una tazza di cioccolata calda,

inebrianti ed avvolgenti ….

sabato 24 ottobre 2015

NOBUTA WO PRODUCE


NOBUTA WO PRODUCE

Shuji Kiritani e Akira Kusano non potrebbero essere più differenti.
Shuji incarna lo stereotipo dello studente modello giapponese educato gentile e ben inserito, ma in realtà è profondamente cinico, incapace di affezionarsi davvero a qualcuno.
Akira viceversa si comporta come un totale outsider (anche se di buon cuore), sopra le righe e stravagante in tutto ciò che fa, per questo fondamentalmente molto solo.
Le loro vite scorrono su binari opposti fino all'arrivo nella loro classe di Nobuko Kotani, una ragazza con abnormi problemi di timidezza, abituata sin da piccolissima a subire passivamente emarginazione e bullismo.
Come da copione, Kotani viene immediatamente presa di mira da un gruppo di compagne, Shuji e Akira, per una serie di coincidenze, la salvano con un trucco dall'ennesima angheria e la spronano a reagire alle molestie, ottenendo però un netto rifiuto da parte della ragazza, convinta che qualsiasi cosa faccia non cambierà mai nulla.
Shuji allora ha un'illuminazione: se è vero il presupposto per cui “Anche un prodotto mediocre con la giusta pubblicità viene apprezzato” Kotani, con qualche accorgimento, potrebbe diventare popolare e accettata.
I due decidono così di diventare in segreto i suoi "produttori”, occupandosi di tutto quanto riguarda la sua ascesa sociale nel mondo scolastico, ma qualcuno nell'ombra cerca di sabotarli...

Raccontata in poche parole la trama di “Nobuta wo produce" può non sembrare nulla di speciale, affrontando temi già visti e rivisti in altri lavori di animazione e sceneggiati made in Japan.
Dunque cosa spinge un telespettatore a seguire tutta la serie, convivendo pacificamente coi sottotitoli in inglese, non sempre ben sincronizzati rispetto ai dialoghi?
Basta guardare tre puntate per avere la risposta: I personaggi.
Dopo il terzo episodio infatti diventa impossibile non immedesimarsi in Shuji, perennemente in bilico tra essere e non essere, alla ricerca di sé stesso in un mondo dove sembra contare solo la “facciata di cortesia" che si è costruito nel corso degli anni.
Parimenti non si può non restare toccati e commossi dalla gioia di Kotani, quando scopre la differenza abissale tra il sopravvivere come un'automa, e il vivere una vita degna di questo nome con accanto dei veri amici.
A lasciare senza fiato però è l'evoluzione di Akira; presentato come un bambinone indeciso, pian piano cambierà sino a diventare un ragazzo maturo, capace di assumersi determinate responsabilità, consapevole dei propri sentimenti e in grado di lottare per amore. 
Arriverà al punto di minacciare Shuji, suo unico e migliore amico, (anche se col consueto modo di fare originale e divertente) qualora deridesse Kotani solo per mantenere la propria reputazione di leader bello e carismatico. 
Oltre a una caratterizzazione dei personaggi eccellente, "Nobuta wo produce" vanta un ritmo narrativo veramente ben gestito, con una storia che parte in sordina, per dare modo allo spettatore di abituarsi a un contesto di vita tanto diverso dal nostro, e piano piano cresce fino a trasportarlo in un mondo che dispiace tantissimo dover lasciare.
La ciliegina sulla torta è rappresentata dal dialogo frizzante e vivace, ricco di momenti comici forse un po' surreali per il gusto europeo, ma comunque riuscitissimi anche grazie al perfetto gioco di sguardi tra Kamenashi e Yamashita, all'epoca giovanissimi, oggi star a tutto tondo in patria. 
In "Nobuta wo produce" è evidente come niente sia lasciato al caso: dalla gestualità e modo di muoversi dei protagonisti, alle luci, fino ai cambi di registro improvvisi e spiazzanti; per cui nel giro di pochi istanti si passa da situazioni comiche, a momenti ad altissimo impatto emotivo in cui i personaggi fissano la macchina da presa e ci spalancano il proprio cuore.
Se lo scopo evidente in “Life ijime” era quello di scioccare, in questo lavoro intriso di dolcezza, malinconia e amore ci sono infiniti livelli di lettura: dal capire quali siano i giusti valori da perseguire nella vita (amicizia e sincerità prima di tutti), passando per l'importanza della bellezza interiore su quella esteriore (Kotani pur essendo esteticamente brutta trabocca di bontà d'animo e compassione per gli altri) per finire con quanto il vero amore possa far soffrire e crescere una persona.
Semplicemente stupendo.

Ely









domenica 18 ottobre 2015

FANTASY AND CREATIVITY TAG


Raccolgo con piacere il TAG inviatomi da Federica Leva.

1) Qual'è il momento della giornata in cui preferisci scrivere?

Non ne ho uno preferito; l'idea su quale libro recensire, così come l'incipit adatto per un articolo possono arrivarmi in qualsiasi momento. 
Il problema è quando magari l'ispirazione giusta mi viene mentre sto facendo altro e non posso dedicarmi alla scrittura...

2) Preferisci avere musica in sottofondo o silenzio quando scrivi?

Dipende molto dal contesto e dall'umore; in generale se sono felice e rilassata mi piace isolarmi dal mondo ascoltando musica a tutto volume mentre scrivo. 
Viceversa, se sono di cattivo umore o sotto stress e ho bisogno di concentrarmi a tutti i costi, preferisco il silenzio assoluto. 

3) Come e dove trovi l'ispirazione?

Per questa domanda non posso non citare una frase del mitico Stephen King "Non esiste l'isola delle idee o dei Bestseller sepolti, l'ispirazione può arrivare da qualunque cosa", ed è assolutamente vero. 
Giusto ieri mi è caduto l'occhio su uno dei tanti libri che ho in camera, e mi è venuta l'idea per una nuova rubrica qui sul blog. 

4) Ti è sempre piaciuto scrivere o hai scoperto dopo questo piacere?

Da bambina scrivevo molto, soprattutto poesie (che venivano declamate a ogni riunione di famiglia), crescendo questo amore si è un po' offuscato, per poi tornare a trovarmi a sorpresa un paio d'anni fa. 

5) Un personaggio o una storia che avresti voluto fosse frutto della tua creatività. 

Senza la minima ombra di dubbio L'ombra dello scorpione di Stephen King, un romanzo che mi ha toccato come pochi altri hanno saputo fare. 
Sul personaggio non saprei, ce ne sono tantissimi... ma nutro un affetto particolare per Roland di Gilead protagonista indiscusso de la serie La torre Nera di Stephen King .


6) Un romanzo, una canzone e/o un film che ti rappresenta.



Per quanto riguarda la canzone sicuramente "You learn" di Alanis Morrisette. 
Per quanto riguarda il romanzo... direi Jane Eyre, la protagonista è un esempio perfetto di come la propria nascita conti fino a un certo punto, se non si possiedono altre qualità come la determinazione e l'intelligenza.

7) Un romanzo, una canzone e/o un film che secondo te tutti dovremmo leggere, ascoltare e vedere almeno una volta.

Per quanto riguarda il romanzo sicuramente Il signore degli anelli di Tolkien, capostipite di un genere e dalla potenza evocativa immensa. 
Dl film ce ne sono tantissimi, ma se proprio devo scegliere direi "Il discorso del re" col bravissimo Colin Firth.

8) Un romanzo che ti ha sorpreso e uno che ti ha deluso e perché.

Sicuramente Romeo e Giulietta di Shakespeare, non avevo mai letto un testo teatrale, e sono rimasta davvero sorpresa di quanto, nonostante la scrittura non proprio semplicissima, la sua prosa sia appassionante e scorrevole. 
Per quanto riguarda le delusioni direi  I pilastri della Terra, si tratta di un libro ben scritto, appassionante quanto basta, ma da questo a decantarlo come uno dei capolavori del secolo, mi sembra davvero eccessivo. 
Senza contare che Follett, come altri suoi colleghi, quando non sa bene come sviluppare la trama ricorre a scene di sesso gratuite, messe lì tanto per. 

9) Qual'è stato il tema della tesina della maturità e/o della laurea che hai scelto? Ti sei pentito di questa scelta?

Oddio, dalla maturità sono passati 14 anni e non ricordo proprio su cosa avessi fatto la tesina... forse la comunicazione? Per quanto riguarda la tesi di laurea (che sto scrivendo proprio in questi giorni), come argomento ho scelto il ruolo della demagogia in politica. Pentita? No, perché anche se quando l'ispirazione non viene avrei voglia di mollare tutto, trovo sia un tema molto interessante.

10) Quale strumento musicale ti piacerebbe imparare a suonare? O suoni già ?

Ho fatto sei anni di chitarra classica, di cui cinque in una piccola scuola di musica vicino a casa e il sesto all'Accademia Nazionale della musica di Milano, e sono stati i sei anni più belli della mia vita, poi anche per motivi di salute ho dovuto smettere... ma penso spesso che mi piacerebbe ricominciare, magari solo per divertimento e con ritmi più "leggeri". 
Oltre alla chitarra suonicchio un pochino il pianoforte, e mi piacerebbe molto imparare il violino, ma mi hanno detto che senza un insegnate è difficilissimo :(

11) Una fotografia e/o un dipinto che secondo te parla da solo. 

Non mi intendo molto di arte, ma ho sempre avuto un debole per "Lezione di musica" di Fragonard, non so perché :P

12) Una poesia carica di significato.

L'albatros di Charles Baudelaire, perché coniuga al suo interno molti sentimenti diversi; dalla bellezza delle descrizioni, alla bassezza dell'animo umano che deride un uccello solo perché sulla terra sembra goffo e sgraziato, rispetto a quando volteggia nel cielo. 

13) Blog che raccomandi ai tuoi followers.

Ok, lo ammetto, a causa del poco tempo a disposizione non riesco mai a dedicarmi alla lettura dei blog quanto vorrei, ma sicuramente consiglio quello di Federica Leva (http://blog.studenti.it/federicaleva/fantasy-and-creativity-tag/). 

Ely